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StrategiaMindset e Psicologia

L\'approccio professionale

Introduzione

In questo articolo

  • La scusa del downswing e perché dovresti evitarla
  • Il principio della popstar
  • 4 metodi per diventare un giocatore migliore

Un giocatore di poker ha bisogno di un approccio professionale per avere successo – purtroppo esso rappresenta una delle qualità più spesso sottovalutate di un buon giocatore. Il talento da solo non serve a nulla se non esiste un approccio ragionato riguardo alla lettura, lo studio e l’ottimizzazione delle proprie capacità.

La cosa più importante sin dall’inizio: anche per avere successo ai limiti medi bisogna essere coscienti del fatto che attualmente non si è ancora giocatori particolarmente brillanti. Purtroppo la maggior parte delle carriere di pokeristi si arresta a questo punto. La carriera volge al termine, prima di aver avuto inizio. Il motivo per il quale ciò avviene è spiegato più dettagliatamente nel capitolo 1.


Capitolo 1

La scusa del downswing

Per poter essere un giocatore che mostra profitto bisogna attenersi particolarmente ad una regola ben precisa. Bisogna abbandonare la “scusa del downswing”.

Ogni principiante deve sempre tener presente la seguente frase:

"Nel poker non esiste alcun downswing – esistono soltanto delle mani giocate male."

In questo momento probabilmente tutti i sedicenti professionisti del poker sobbalzeranno dalle loro sedie e rideranno di gusto. Sono nel torto tutti i Sklanskys e i Greensteins di questo mondo?

Sembra che l’uomo abbia una capacità innata: egli è un campione nel cercare ed inventare scuse. Solo pretesti e scuse, che devono giustificare i comportamenti, la sfortuna e gli errori commessi. Queste scuse si trovano quotidianamente nel luogo di lavoro, nella vita privata, nello sport.

"Il grande amore della mia vita mi ha abbandonato senza motivo ed ora ha un altro!” È molto più bello vedersi come una persona degna di compassione invece di ammettere che forse si è colpevoli dell’intero dilemma. Magari si preferiva uscire con gli amici invece di passare le serate con la propria ragazza che restava sola a casa.

Oppure il collega è stato promosso e si è dell’opinione che questo onore sarebbe dovuto spettare a noi. Tuttavia, in questo caso non si affronta la realtà. Questo collega ha lavorato sodo per l’azienda e ha fatto anche 10 ore di straordinari in qualche settimana, mentre voi avete preferito restare a casa e curare a letto per una settimana quella terribile malattia chiamata raffreddore.

A volte può essere anche soltanto una partita di calcio con un arbitro incompetente, che avvantaggia la squadra avversaria. Dopo “Moggiopoli” una scusa del genere è naturalmente a portata di mano, soprattutto nelle serie dilettantistiche, nelle quali si gioca ancora per l’onore.

Come si può vedere, l’uomo non conosce limiti e sopratutto non li conosce se deve cercare pretesti e scuse che spiegano, in modo semplice, i suoi comportamenti sbagliati.

Tuttavia, questo comportamento umano non rappresenta altro che un mero meccanismo di difesa. Similmente a quando chiudiamo per riflesso i nostri occhi, quando un oggetto si sta avvicinando (speriamo sia soltanto una mosca e non un pugno), proteggiamo in modo simile anche il nostro ego. Gli esempi sopra citati sono in genere dei meccanismi di difesa, ovvero delle mura mentali costruite per evitare danni al nostro sentimento di autostima.
Ogni persona sincera con se stessa constaterà che ha fatto uso di questo meccanismo diverse volte.

Quanto velocemente ci ritiriamo in un atteggiamento di difesa quando la nostra persona viene criticata, basandoci sulla pretesa: “L’altra persona ha torto!”? Non abbiamo forse tutti i nostri problemi ad ammettere che la critica potrebbe essere giustificata? Il comportamento standard in situazioni del genere è quello di rispondere con degli argomenti che nella situazione attuale non hanno alcuna rilevanza: “Non trovi che a volte sei molto arrogante?!” Risposta: “Per lo meno non sono così puntiglioso come te”. La base perfetta per un’ ottima discussione è quella di riflettere su qual è l’accusa nei nostri confronti e se potrebbe forse corrispondere al vero. Invece, ci ritiriamo nel nostro guscio, perché ci sentiamo messi alle corde.

Cosa ha a che fare con il poker tutto questo?

La risposta è molto semplice. Infatti, le situazioni citate, con le quali possiamo avere a che fare nella nostra vita quotidiana, potrebbero risultare deleterie per il nostro gioco a poker, ovvero deleterie per il nostro bankroll.

Il problema è che in molti articoli e libri al giocatore di poker viene presentata la scusa perfetta su un piatto d’argento.

Esistono numerosi articoli su bad beat e downswing. Non appena un principiante avrà letto questi articoli/libri, egli avrà a disposizione la migliore scusa di tutte per tutta la sua carriera di pokerista (che probabilmente non durerà a lungo se seguirà quei consigli).

Non è forse più semplice affermare di essere stato vittima di un bad beat oppure trovarsi nel bel mezzo di un terribile downswing – invece di riflettere su cosa si è sbagliato nell’ultima mano persa?

Non è forse più semplice affermare di aver avuto un bad beat, invece di analizzare la mano in seguito, copiarla e postarla nel forum delle mani d’esempio, affinché un giocatore più esperto possa valutarla? E forse in seguito leggere le risposte e cercare altre mani che si sono giocate nel modo sbagliato?

Naturalmente a monte c’è una certa mole di lavoro, ma soltanto in questo modo possiamo migliorare – e vincere i soldi dei nostri avversari.

Sarà divertente quando Mister Downswing perderà realmente una mano in maniera sfortunata, nella quale il suo nut flush è stato superato al river da un full, avendo l’avversario in mano 72o. Allora sì che si ha una buona mano da postare per ricevere la compassione che un giocatore di poker si merita!

Tuttavia, si tace sulle 99 mani precedenti in cui si sono effettuati call stupidi e bizzarri rilanci, regalando agli avversari delle puntate (in genere sono molte di più per i principianti).

Non sarebbe molto più stimolante analizzare le proprie mani dopo una sessione perdente e constatare che a causa del pessimo gioco mostrato si è persa una sessione che non era necessario perdere?


Una frase molto ricorrente pronunciata dai principianti è la seguente:

"...so benissimo che commetto degli errori ogni tanto…“

Se si leggono frasi di questo tipo si presuppone che l’autore pensi di possedere un grado di perfezione pari al 70 -80 %. Infatti “ogni tanto” non significa commettere più del 30 % di errori.

Barry Greenstein scrive nel suo libro"Ace on the River", che effettua durante ogni serata di poker un 10% di call/raise/fold pessimi. In questo caso possiamo soltanto congratularci con il nostro principiante di prima, dal momento che gli manca soltanto il 10-20 % per raggiungere il livello di Barry Greenstein. È un peccato che ancora non stia giocando ai suoi limiti.

Tuttavia, esiste un gruppo di giocatori di poker per i quali la situazione sopra descritta si ripete molto spesso. Si tratta di quei giocatori che hanno vissuto un upswing da subito, senza aver fatto conoscenza con un downswing. Essi avanzano di limite a tutta forza vincendo 4-5 BB/100 mani. Durante il loro upswing raggiungono velocemente anche i limiti di 1$/2$ o superiori.

Sembra non ci sia alcun motivo di dubitare delle loro capacità. Pensare che siano dei pessimi giocatori sarebbe assurdo (annotazione dell’autore: ho vissuto esattamente questa esperienza all’inizio della mia carriera di pokerista).

Ma tutto d’un tratto il mondo del poker ci si rivolge contro – ed in modo violento. Si vive il primo grande downswing (che non sarebbe un vero e proprio downswing, ma un gioco pessimo che a causa del limite superiore risulta più marcato). Nell’arco di sole 1000 mani si perdono 150 BB o più, nonché la metà del proprio bankroll. Dal punto di vista psicologico questa situazione è particolarmente svantaggiosa.

Tuttavia, ora si attiva un processo mentale interessante per la maggior parte dei giocatori:

Tesi 1: ho un win rate di +1,5 BB/100 su 20.000 mani.

Tesi 2: i "winning player" hanno un win rate di +1 BB/100 mani.

Conclusione: sono un "winning player".

Ne consegue che:

Tesi 1: so che anche i "winning player" possono avere downswing nella misura di 200 BB o più.

Tesi 2: sono un "winning player".

Conclusione: la mia perdita di -150 BB deve essere un downswing; posso quindi continuare a giocare come ora e la mia fortuna ritornerà.

Purtroppo, i giocatori che sentono questo campanello d’allarme, che un downswing porta necessariamente con sé, rappresentano un’eccezione. La maggior parte dei giocatori percorre la via più facile e usa volentieri la scusa del downswing.

A questo punto mi sembrerebbe appropriata una citazione di Thomas Jefferson:

"I'm a great believer in luck and I find the harder I work, the more I have of it"

(Credo profondamente nella fortuna e trovo che più lavoro e più ne ho!)

Ma torniamo all’affermazione iniziale:
"Nel poker non esistono i downswing”

Un piccolo esempio:

Un mio conoscente è un soffiatore del vetro. Nella sua azienda viene prodotto un determinato tipo di vetro. Tuttavia, nella soffiatura può accadere spesso che il vetro si rompa nonostante si segua lo stesso processo produttivo oppure che vi siano delle crepe e pertanto il vetro sia inutilizzabile. Tuttavia, è un dato di fatto che maggiore è l’esperienza del soffiatore di vetro, minore sarà la probabilità che questo evento si verifichi. Poniamo l’esempio che in questa azienda si adoperi anche un garzone per la soffiatura del vetro. Questi la prima volta non riesce nel suo intento. Il vetro risulta inutilizzabile e va buttato. Quanto è alta la probabilità che questo errore dipenda dalla incapacità “momentanea” del garzone oppure dal fatto che ogni tanto questo può accadere, indipendentemente dalla professionalità del soffiatore del vetro?

Quello che vorrei dire è che, soprattutto allo stadio iniziale, la probabilità di una perdita, dovuta al pessimo gioco, è maggiore rispetto a quella di un downswing generale.

Nel poker esistono due possibilità per valutare il successo:

1. La qualità delle mani postate. Facciamo l’esempio che il giocatore A inizi a giocare a poker e posti alla fine di ogni sessione 20 mani. Con il passare del tempo le mani postate saranno sempre migliori e meno soggette ad errori. Il grado del successo si misura in base a quanto rapidi e buoni siano i miglioramenti delle mani postate.

2. I soldi, ovvero il win rate: maggiore è il numero delle mani giocate ad un limite, più ci avviciniamo alla nostra reale forza, definito più comunemente BB/100 mani.

All’inizio della carriera di pokerista la seconda possibilità risulta senza valore. Non fa differenza qual è il vostro win rate con 3.000, 4.000 oppure 8.000 mani. Soltanto nei casi più rari esso vi fornirà un metro di giudizio corretto.

Il metodo numero 1, invece, risulta più affidabile all’inizio.

Nella seconda e terza parte viene spiegato cosa si può fare per migliorare il proprio gioco.

In conlusione vorrei ricordare a tutti i principianti che i downswing all’inizio della vostra carriera sono molto più spesso il risultato di una debolezza di gioco e non di vera e propria sfortuna.

Pertanto dovreste partire dal presupposto di aver giocato poco bene, in caso di serate perdenti – e forse dovreste investire più tempo nella formazione.

Capitolo 2

Il principio della star

Apriamo questo capitolo con una piccola storia. È mercoledì sera e pochi minuti fa ho concluso una sessione di poker da 2 ore. Faccio quello che faccio sempre per riposarmi un po’, ovvero qualcosa che non mi fa pensare. Quindi accendo la televisione e su Canale 5 una signora di mezza età dal capello biondo tinto presenta il suo programma “Amici.”. L’obiettivo di questo show (a parte quello di intrattenere degli spettatori annoiati come me) è quello di offrire a dei giovani artisti la possibilità di mostrare il loro talento e di differenziarsi grazie alle loro abilità dagli altri partecipanti.

Più tempo dedico allo spettacolo, più mi chiedo: quale partecipante passa, chi viene eliminato?

Ma sopratutto: perché? Tradotto: quali sono i criteri su cui la giuria deve concentrarsi per creare una “star”?

A parte il fatto che non bisogna prendere sul serio tutto quello che fanno vedere in televisione, si poteva intravedere una tendenza assai marcata da parte della giuria. Una tendenza che nel mondo dello spettacolo è emersa sempre più chiaramente e che può essere trasferita anche al mondo del poker. Non si pone in primo piano il talento o la voce, nel caso di un cantante, (come sarebbe lecito pensare), ma qualcosa di totalmente diverso (la “raccomandazione” non è tema di discussione).

Poniamo il caso voi abbiate il compito lusinghiero come produttore discografico di far scalare ad una nuova star le vette della classifica. Su cosa vi concentrereste?


Sulla voce? Naturalmente sarebbe ovvio, ma in tempi in cui gli studi discografici sono sempre più moderni ed è possibilie ottimizzare ed accompagnare la voce anche durante spettacoli dal vivo, questo punto risulta sempre meno cruciale.

Sull’aspetto? Naturalmente sarebbe carino se la vostra star fosse una bellezza, ma anche in questo caso il make-up, lo styling e – se necessario – anche gli interventi chirurgici offrono una ampia gamma di opzioni. Pertanto, anche questo punto è di secondo ordine.

Sulle capacità di ballo? Essere impedito nel ballo non rappresenta certamente un vantaggio per la carriera, ma in questi casi esistono numerosi istruttori che si occuperebbero delle star. Con molte ore di allenamento anche loro potrebbero diventare dei ballerini accettabili.

Siamo arrivati al vero punto principale: soprattutto per realizzare l’ultimo punto menzionato, il vostro assistito ha bisogno soprattutto di una cosa:


Volontà!

La volontà di fare tutto il necessario per avere più successo!

Come già detto, in veste di produttore discografico potete attingere ad un meccanismo testato e funzionante negli anni: apparizioni pubblicitarie, incontri per firmare autografi, training di ore oppure tanto sudore e dedizione nello studio discografico.

L’unica cosa di cui non potete essere sicuri è: la vostra star accetta tutto questo? Riuscirà a resistere ed è pronta ad intraprendere questa via tortuosa?

Naturalmente in veste di produttore discografico sareste alla ricerca dell’artista perfetto, con una voce stupenda ed un alto grado di volontà. Tuttavia, dal momento che non siete sognatori, ma realisti, abbandonate rapidamente questo pensiero e formulate una nuova lista di priorità.

Sulla lista c’è scritto: è possibile compensare del talento mancante grazie alla volontà di lavorare sodo. Ma è impossibile compensare la mancanza di volontà di lavorare sodo con il talento.

 

In sintesi: la voce del secolo non vale una lira, se non è presente la volontà necessaria di lottare per il successo.

Volente o nolente, questo accade anche nel poker.

Non c’è bisogno di scoprire l’acqua calda (ovvero il poker nel nostro caso) ancora una volta. Tutto il materiale, le intere analisi per delle situazioni specifiche sono già presenti su PokerStrategy. E non soltanto sono presenti, ma sono stati adoperati con successo da centinaia di persone. Ma a cosa serve tutto questo, se non avete la volontà necessaria di studiare tutto il materiale a disposizione?

Naturalmente è vantaggioso avere un certo bagaglio di conoscenze matematiche. In ogni caso, esiste per quasi ogni situazione la tabella corrispettiva e quindi si ha bisogno soltanto della volontà di comprendere il sistema alla sua base. Non dovete certamente essere Einstein per capirlo.

È positivo essere in grado di poter accettare senza problemi bad beat e downswing al poker. Ma questo da solo non basta per fare di voi dei winning player.

Se avete talento nell’analizzare correttamente le strutture dei board, questo può essere vantaggioso per il vostro gioco. Ma senza la volontà e l’esperienza necessari questo non si riesce ad imparare facilmente.

Quello che vorrei sottolineare è il fatto che avrete successo al poker soltanto se sarete sempre pronti a mettere in discussione la vostra abilità e la vostra conoscenza e a lavorare continuamente al vostro livello di gioco.

L’unica cosa di cui dovete essere muniti è la volontà necessaria per fare quello che bisogna fare.

E quello che bisogna fare viene descritto nel capitolo seguente.

Capitolo3

Applicazione pratica

 

Dopo aver chiarito le premesse per avere successo a poker, dovremmo partire dal presupposto da ora in poi, che le possedete e/o siete disposti a lavorare sodo per acquisirle.

Ma cosa si deve fare ora?

Postare le mani/Session Review:

Postate più mani possibili! Postate tantissime mani! Bene, credo che questo punto sia chiaro. Non esiste una via migliore e più economica di postare su base regolare. A cosa bisogna fare attenzione?

 

1. L'uso di strumenti quali PokerTracker 4, Holdem Manager 2 o il nostro SideKick ti permette di navigare tra le mani giocate e convertirle facilmente in un formato adatto al forum.

2. Durante una sessione – anche se di pochissima durata - vi consiglio di annotare ogni mano della quale siete insicuri. Anche i winning player ai limiti medi ed alti non smettono mai di analizzare le mani giocate.

3. Per ogni forum esistono degli esperti che analizzano la vostra mano. Prendete in considerazione soprattutto la loro opinione.

4. Leggete molto nel forum delle mani d’esempio. In questo forum, oltre a quello per i principianti, per advanced e per gli esperti (dove sono postati gli articoli corrispettivi) passerete più tempo sul nostro sito. Non sprecate troppo tempo e soprattutto energia leggendo testi che non migliorano la vostra qualità di giocatore.

 

Studiare gli articoli:

Studiare NON significa leggere un articolo una volta soltanto.

Studiare significa: leggere un articolo così tante volte da poterne raccontare il contenuto senza esitazioni ad un’altra persona.

Studiare significa: riassumere l’articolo e riassumere anche il riassunto.

Studiare significa: cercare un articolo che tratta di un argomento specifico e cercare nel forum delle mani d’esempio a tale riguardo.

Studiare significa: meglio leggere un articolo più volte che più articoli una volta soltanto. Soprattutto in quest’ultimo caso la scarsa conoscenza acquisita comporta un numero più alto di errori ai tavoli.

 

Restare concentrati/atmosfera di lavoro:

Quando giocate a poker dovreste giocare soltanto a poker! Non dovreste coniugare il poker alla televisione, navigare su internet o telefonare alla ragazza. Tutti questi fattori influenzano la vostra concentrazione. 

Naturalmente il poker viene considerato innanzitutto “solo” un hobby. Ma molte persone giocano per hobby anche a calcio in una squadra. E se nel fine settimana c’è la partita si scende in campo con gli scarpini e durante l’intervallo non si telefona alla ragazza.

L’attrezzatura adatta al poker sono le starting hand chart e le tabelle per gli odds e gli outs. Il fischio d’inizio avviene quando si mette il primo big blind nel piatto e la partita termina soltanto nel momento in cui abbiamo abbandonato tutti i tavoli ai quali stavamo giocando.

Ovviamente all’inizio il divertimento deve rappresentare il pilastro portante. Tuttavia, ad essere sinceri, è divertente quello che riusciamo a fare con successo. Posso essere un grandissimo tifoso di calcio, ma se durante la partita sono seduto soltanto sulla panchina e durante gli allenamenti i miei compagni di squadra non mi passano la palla perché sono scarso, allora col passare del tempo, ne soffrirà anche il divertimento e la motivazione. Se poi le persone continuano ad andare regolarmente ad allenarsi hanno forse altri motivi, ad esempio il gruppo creatosi in squadra, ma sicuramente non provano più lo stesso divertimento giocando a calcio.

Del resto, questo è vero per ogni tipo di attività svolta.

Coaching:

PokerStrategy offre ai suoi membri un Public Coaching Programm  esclusivo e completo. Per ogni tema, sia esso NL, FL, SNG’s oppure tornei, potete trovare dei giocatori di alto livello, pronti a condividere la loro conoscenza con gli altri. Non costa nulla, se non la vostra volontà di investire del tempo. Non esiste un buon motivo per un giocatore di poker con ambizioni per non usare REGOLARMENTE questa offerta.

A ciò si aggiungono anche le offerte di coach privati molto bravi a prezzi modici. Non si dovrebbe considerare l’offerta del private coaching come una spesa, ma piuttosto come un investimento nella società “Poker”.
Poniamo il caso voi prenotiate ogni due settimane una lezione di private coaching, che corrisponde a $50 al mese. Voi giocate al limite 1 $/2 $. Ogni giorno giocate all’incirca 500 mani, il che corrisponderebbe a circa 15.000 mani al mese. È sufficiente che grazie al coaching scopriate un piccolo errore nel vostro gioco che su 100 mani vi costa soltanto 0.2 BB e mostrereste già un profitto di 5 BB.

In questo esempio ho tentato appositamente di calcolare un profitto esiguo. In genere si giocano anche più mani e specialmente come principiante la vincita è spesso superiore a soli 0.2 BB su 100 mani.

Vorrei avvisarvi del seguente fenomeno. Grazie ad un upswing un giocatore ha un bankroll che non corrisponde al suo grado di conoscenza, ovvero: ha avuto semplicemente fortuna – vedi capitolo 1. A questo punto avrebbe certamente il capitale necessario per poter mettere sullo stesso livello la sua conoscenza. Ma perché dovrebbe farlo? Il successo gli dà ragione. Tuttavia, quando la realtà torna di prepotenza, il suo bankroll si trova di nuovo equiparato allo stato della sua conoscenza e non può più permettersi i coaching privati. Non ha sfruttato appieno il vantaggio dovuto all’upswing e deve lavorare per progredire – da solo.

Perché parlo in modo esplicito di coaching privati? Come principiante esistono due possibilità per utilizzare le vincite a poker, e non comprendono quella di lasciarle semplicemente nel proprio capitale di poker:

1. effettuare il cash out e comprarsi qualcosina. Il perché questa non sia sempre la via migliore, ma a volte si, viene discusso nell’articolo "Advanced Bankroll Managment" di “Wishmaster”;

2. investire i soldi in libri oppure, appunto, in coaching privati.

 

A mio avviso i coaching privati sono più vantaggiosi. Ogni coach privato possiede già la conoscenza di questi libri ed è in grado di poterlo applicare al proprio gioco.



 

Epilogo

Questi sono i quattro punti più importanti che distinguono un giocatore di poker di successo da uno senza successo. Il motivo per il quale poche persone hanno successo a poker è il seguente: si deve avere la volontà di investire molto tempo e molto lavoro nel proprio training, senza ricevere in cambio un valore alla pari. Chi è pronto di andare questa via si potrà rallegrare di un hobby di cui diventerà forse qualcosa in più di “soltanto” un hobby. Forse questo articolo stimola qualche lettore, di percorrere questa via.

Chi è anche pronto a lavorare alle qualità più profonde di un giocatore di poker, che sono state trattate nel capitolo 1, non ne trarrà vantaggio soltanto nel poker.

 

Commenti (40)

#1 thorandtroll, 07.05.09 20:07

Articoli illuminanti!!<br /> Consiglio una nuova lettura anzi numerose riletture.

#2 RounderKey, 24.07.09 21:30

Complimenti per l'articolo.

#3 texasgarba, 31.10.09 20:04

bellissimo

#4 styb, 30.11.09 13:18

ottimo articolo veramente ben fatto<br />

#5 marescuro99, 01.12.09 23:58

Sono solo dispiaciuta di una cosa, di non aver scoperto prima Pokerstrategy. Dire che gli articoli sono belli è troppo poco.<br /> Cè molto di più, c'è che nulla, ma proprio nulla è lasciato al caso: qui c'è la possibilità di scegliere, fra vari percorsi strutturati in modo chiarissimo, il proprio percorso personale, e seguirlo, dalla A alla Z, sempre accompagnati. Vi ringrazio

#6 NykolasAlbert, 04.02.10 13:59

I miei complimenti vivissimi per l'esposizione, chiarezza e completezza.

#7 GianAle, 05.03.10 08:55

Ottimo articolo,come ottimo sito.Se avessi più tempo passerei giornate intere a leggere gli articoli.GRAZIE

#8 jokertp, 29.03.10 00:06

Ottimo articolo!!!grazie pokerstrategy!!!!!!!!

#9 ScalaReale10, 17.05.10 13:31

Perfetti come sempre!!! Ottimo articolo!

#10 orcoboia, 05.08.10 08:06

beh che dire...ieri ho letto solo gli articoli del quizzone e e ho giocato 5 SNG... 2 vittorie, 2 secondi posti e una bad beat.<br /> di solito vincevo un SNG su 5...

#11 lupintheonly, 17.11.10 18:03

un articolo utilissimo nessuno dovrebbe iniziare a giocare senza leggerlo...

#12 DucatiM696, 30.11.10 13:55

PokerStrategy è il TOP!

#13 grisite, 10.12.10 18:07

complimenti<br /> adesso sono anche io dei vostri

#14 truffaddinu, 06.01.11 02:02

paura solo paura ma come facevo prima senza d voi?

#15 guidosica, 14.01.11 17:59

Sinceramente sono rimasto colpito dalla critica a Sklansky, del quale ho letto testi.<br /> Il concetto di varianza positiva e negativa è un concetto scientifico statistico, dal quale non si sfugge e quando pui parla di varianza + o - si riferisce esattamente al concetto di varianza statistica e non di upswing o downswing che è un concetto scientifico utilizzato in un sistema "turbato" da variabili talvolta incognite come l'irrazionalità e l'ignoranza dei players con cui si siede al tavolo.<br /> Se per assurdo tutti rispettassero pedissequamente le "regole" della starting hands chart e delle odds, la varianza + o - di ciascuno sarebbe ridotta al minimo; esattamente il concetto per cui, sedendo al tavolo con players che non conoscono o non rispettano la starting hands chart, nel breve periodo si può avere un upswing o un down swing pauroso ma nel lungo periodo la varianza + o - che sia, diminuirà e si realizzeranno matematicamente delle vincite.<br /> Quando si sente un campione rispondere alla domanda "La fortuna conta nel poker?" : "Nel singolo torneo magari si, ma nel lungo periodo no" vuole esattamente dire questo!<br /> Ciao a tutti e complimenti

#16 guidosica, 14.01.11 17:59

Sinceramente sono rimasto colpito dalla critica a Sklansky, del quale ho letto testi.<br /> Il concetto di varianza positiva e negativa è un concetto scientifico statistico, dal quale non si sfugge e quando pui parla di varianza + o - si riferisce esattamente al concetto di varianza statistica e non di upswing o downswing che è un concetto scientifico utilizzato in un sistema "turbato" da variabili talvolta incognite come l'irrazionalità e l'ignoranza dei players con cui si siede al tavolo.<br /> Se per assurdo tutti rispettassero pedissequamente le "regole" della starting hands chart e delle odds, la varianza + o - di ciascuno sarebbe ridotta al minimo; esattamente il concetto per cui, sedendo al tavolo con players che non conoscono o non rispettano la starting hands chart, nel breve periodo si può avere un upswing o un down swing pauroso ma nel lungo periodo la varianza + o - che sia, diminuirà e si realizzeranno matematicamente delle vincite.<br /> Quando si sente un campione rispondere alla domanda "La fortuna conta nel poker?" : "Nel singolo torneo magari si, ma nel lungo periodo no" vuole esattamente dire questo!<br /> Ciao a tutti e complimenti

#17 guidosica, 14.01.11 17:59

Sinceramente sono rimasto colpito dalla critica a Sklansky, del quale ho letto testi.<br /> Il concetto di varianza positiva e negativa è un concetto scientifico statistico, dal quale non si sfugge e quando pui parla di varianza + o - si riferisce esattamente al concetto di varianza statistica e non di upswing o downswing che è un concetto scientifico utilizzato in un sistema "turbato" da variabili talvolta incognite come l'irrazionalità e l'ignoranza dei players con cui si siede al tavolo.<br /> Se per assurdo tutti rispettassero pedissequamente le "regole" della starting hands chart e delle odds, la varianza + o - di ciascuno sarebbe ridotta al minimo; esattamente il concetto per cui, sedendo al tavolo con players che non conoscono o non rispettano la starting hands chart, nel breve periodo si può avere un upswing o un down swing pauroso ma nel lungo periodo la varianza + o - che sia, diminuirà e si realizzeranno matematicamente delle vincite.<br /> Quando si sente un campione rispondere alla domanda "La fortuna conta nel poker?" : "Nel singolo torneo magari si, ma nel lungo periodo no" vuole esattamente dire questo!<br /> Ciao a tutti e complimenti

#18 guidosica, 14.01.11 18:00

Scusate ho postate erroneamente 3 volte!

#19 Sanxer, 30.01.11 14:46

Dove è trattato il Bankroll management avanzato di WishMaster non sono riuscito a trovarlo cercando sul forum e facendo la ricerca nei video o negli articoli.

#20 bellavec, 31.01.11 17:14

#19 purtroppo quel post è sul forum tedesco :(

#21 dadobb, 22.02.11 07:11

Articolo illuminante per chi, come me, sa di fare errori (e tanti) ma COMUNQUE tende spesso ad incolpare le room piuttosto che la sfiga, soprattutto in quelle room in cui si vede chiaramente che, a torneo avanzato, i grandi stack vengono favoriti nei coin con percentuali che NON rispecchiano la realtà (WINGA e, ahimé, pokerstars su tutte).<br /> Ma essendo il discorso del "grande stack vince sul piccolo" valido anche per quando ho io lo stack grande, non dovrebbe andare ad incidere più di tanto sul "risultato finale".<br /> <br /> Grazie per questi articoli.

#22 jokerbass, 19.04.11 16:20

Bellissimo articolo!! e bellissimo sito!! complimenti e grazie!!

#23 LoryB, 21.04.11 13:29

#22 grazie :)<br /> <br /> E continua a studiare :)

#24 aleksei49, 07.05.11 22:27

Otimo articolo

#25 maverik82, 10.05.11 08:39

ottimo articolo.sto cercando di studiare piu possibile.grazie continuate cosi

#26 oliottavio, 03.06.11 14:16

Mi accodo ai complimenti all'articolo e al sito.

#27 DjSt3, 20.07.11 13:18

molto bello, fatto sta ho notato che quando vado all in ogni mano finisce che quadruplico in 4 mani, quando gioco serio trovo gente che su flop AQ5 pusha con Q2 e prende il 2 al turn e io con AK le prendo nel didietro, va bene ho giocato correttamente bella soddisfazione, meglio i soldi sul conto però.

#28 SnapScream, 31.08.11 18:05

Veramente utile :)

#29 fortuneInLies, 19.09.11 15:19

Utilissimo, e lo ammetto, cerco scuse quando perdo e me la prendo anche!

#30 playtuly, 01.11.11 17:19

a dire che l'ho letto solo ora...... quindi e' tutto verissimo.......tanks

#31 Miky40, 09.01.12 12:54

mi sono registrato ieri, dopo vari mesi di su e giù ai microlimiti in pokerstars e betitaly.. mi sono registrato durante la mia PRIMA partecipazione al SUPERSUNDAY di Betitaly ottenuta con un 3° posto al satellite freeroll.. e ieri ho ottenuto un lusinghiero 297° posto su 920 giocatori. ma oggi ho iniziato a studiare ed ecco, 1° classificato a un sit&go mtt 50 giocatori e 1 euro buyin, applicando "alla lettera" la tabella "starting hand chart".. GRAZIE!! mi sono imposto 2 ore di studio al giorno da oggi e presto Vi posterò le mie mani da astudiare.. GRAZIE E IN BOCCA AL LUPO PER IL COACHING.. FANTASTICO!!!

#32 Flakkio93, 14.07.12 16:02

grazie

#33 Sergiu69, 20.10.12 22:48

Complimenti per l'articolo,molto interessante e veritiero.

#34 NapoletanoLuigi, 04.10.13 20:18

Grazie PokerStrategy

#35 ginfizz2001, 16.11.13 17:42

veramente bello,stimolante e perche' no....redditizio...(forse)....:-)

#36 lebron82, 03.11.14 12:36

questo articolo andrebbe letto e riletto, nice work

#37 ellegi71, 26.12.15 12:00

ottimo articolo veramente ben fatto complimenti!

#38 ElBandido747, 22.01.16 00:23

Mi sono rivisto molto nelle esperienze vissute dall'autore. Anch'io approcciai al poker col botto, vincendo cifre che all'epoca mi diedero non poco alla testa. Poi, immancabilmente (e giustamente) il declino. Dico giustamente perché giocavo pressoché a caso. Anch'io ritengo di aver scoperto pokerstrategy tardi

#39 giorgio647, 17.02.16 07:38

Articolo illuminante , vediamo se riesco ad essere più motivato, ora devo rileggerlo per farlo mio e poterlo dire ad altra persona senza esitazioni , come qui consigliato! :)

#40 qtber, 25.03.16 16:46

Articolo interessante ma che si rovina sul finale quando parla di prezzi dei coaching. 25€ all'ora e giochi NL200??? LOL. Per un coach al NL200 ti serve come minimo 3 volte tanto.<br /> Sono convinto che un coach posso aumentare il tuo winrate ma che si ammortizzi in un solo mese di gioco la vedo dura....