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StrategiaMindset e Psicologia

L'autocontrollo di un giocatore di poker

Introduzione

In questo articolo

  • Bad beat e downswing
  • Rimanere concentrati nei periodi negativi
  • La pazienza è una virtù
Oltre alle abilità strategiche e tecniche nel poker conta mostrare un grande autocontrollo. Il gioco del poker è una battaglia contro il proprio Io. I pericoli e le tentazioni di smarrire la retta via sono nascosti dappertutto.

 

Vi mostreremo tutte le trappole ed i mezzi con cui potete rafforzare la vostra resistenza. Molti principianti non apprezzano il valore di un articolo di questo tipo, perché dà pochi consigli su come giocare le mani.

Voglio sottolineare che l'aspetto psicologico del poker è ciò che fa fallire la maggior parte dei giocatori. Anche i professionisti che giocano da anni fanno errori costosi di questo tipo, nonostante la grande conoscenza sul poker. Tutti gli esempi di seguito riportati si riferiscono al Fixed Limit.

Il problema delle bad beat

Bad beat è un termine tecnico che descrive il seguente fenomeno: si gioca una mano qualitativamente di alto valore, si forma una buona combinazione al flop oppure si ha già una coppia alta in mano e alla fine si viene superati da una mano di valore inferiore. La sconfitta presuppone sempre un pessimo gioco da parte dell’avversario.

Non abbandonare la retta via a causa di eventi dolorosi!

Voi rilanciate con AK, l’avversario effettua un cold-call (vede 2 puntate alla volta) con A6s.
Il flop è A 6 2 d tre semi diversi.

È lecito pensare di essere nettamente in vantaggio, ma alla fine si perde contro una doppia coppia. Il call al pre-flop da parte del nostro avversario è stato davvero terribile. In momenti del genere ci si vorrebbe strappare i capelli. Perdere è già abbastanza brutto di per sé ma poi perdere contro un incapace è ancora peggio!

Se si susseguono diversi bad beat di fila, allora il proprio livello di sopportazione è messo a dura prova.

Da ciò potrebbero risultare delle decisioni poco lucide: non si ha più il coraggio di rilanciare con buone mani. “Fino al river qualcuno sicuramente mi avrà sorpassato. Tanto vale non investire troppi soldi”. Naturalmente questo è un errore. Si perde l’occasione di vincere molti soldi con le mani forti e si permette alle combinazioni deboli di restare in gioco e di sorpassare la nostra mano.

 

Non istruite il vostro avversario e non inveitegli contro (come con un cliente)!

Si è tentati di spiegare all’avversario il suo pessimo modo di giocare (istruire) oppure addirittura inveire contro di lui.

Questo è comprensibile, ma in qualche modo è anche assurdo. Si inveisce contro di lui dicendo che è un principiante/ un pessimo giocatore e nel contempo emerge che voi stessi siete dei pessimi giocatori facendo degli errori da principianti.

Insegnare ai vostri avversari ha diverse conseguenze:

1. L’avversario diventa più furbo e quindi più pericoloso.
2. L’avversario che è venuto soltanto per giocare e tentare la fortuna, si sente punto nell’orgoglio dall’atmosfera competitiva e si impegna di più.

Inveire contro di loro è ancora peggio. Innanzitutto non è gentile ed in secondo luogo è stupido. I pessimi avversari sono i clienti del giocatore di poker serio. Inveire contro i propri clienti non è certamente un segno di grande intelligenza. Spesso la vittima, il giocatore just-for-fun (che gioca per puro divertimento), abbandona il tavolo, poiché non si diverte più affatto.

Abbiate sempre un obiettivo a lungo termine. Giocate sempre in prospettiva di grandi vincite !

È importante comprendere che i pessimi giocatori forniscono maggiore profitto a causa di call ingiustificati, rispetto a quanto tolgono con i bad beat.

Si vuole che questi giocatori stiano al tavolo e che giochino esattamente in questo modo! Quindi non vi è motivo di perdere le staffe se qualche volta hanno fortuna.


I downswing


La mia compassione va a coloro che stanno vivendo un brutto downswing. Naturalmente anch’io ho avuto diverse volte a che fare con questa situazione. La sensazione è sempre molto frustrante.

La regola delle 50 big bet per il Fixed Limit: se durante una sessione si perdono 50 big bet, allora è meglio riposare un giorno.

Il downswing a breve termine

I downswing di breve durata avvengono molto spesso. Si gioca con il proprio stile solido ed alla fine della sessione si sono persi molti soldi.

Come possiamo spiegarcelo? In fin dei conti non è nient’altro che una concatenazione di eventi sfortunati.

Una lunga serie di mani battute di poco, bad beat e poi anche quei progetti di altissimo livello che non si completano.

Molti giocatori dovrebbero stabilire un limite di perdita massima. Quest’ultimo potrebbe tranquillamente essere quello di – 50 BB (big bet).

Funziona in questo modo: se si perde, il proprio umore va giù. Il pericolo, concreto, è che in questi momenti non è più possibile giocare al meglio delle proprie possibilità. Al contrario, tutto quello che si fa con piacere lo si fa bene. Chiunque abbia la tendenza a giocare peggio nel momento in cui sta perdendo, dovrebbe attenersi rigorosamente ad un limite massimo di perdita.

È possibile che si perda per via di condizioni esterne. Forse gli avversari sono troppo forti. È opportuno creare un piccolo spazio tra sé stessi e l’insuccesso. Dopotutto, domani è un altro giorno!
Il downswing a lungo termine

Il vero ostacolo per un giocatore di poker è il downswing di lunga durata. Potrebbe darsi che duri diverse settimane e che abbia anche spezzato qualche carriera di pokerista di grande speranza, prima che questa abbia avuto effettivamente inizio. Sembra improbabile, ma anche lunghi periodi di sfortuna sono possibili matematicamente parlando. Per essere preparati al meglio di fronte al downswing, bisogna studiare la natura matematica dei periodi di fortuna e sfortuna.

Il poker è un gioco strategico, ma potrebbe trascorrere molto tempo prima che il modo di giocare corretto porti dei frutti concreti. Infatti la cosiddetta varianza, ovvero il fattore matematico usato per calcolare i periodi di fortuna e sfortuna, è di dimensioni notevoli. Sarebbe persino possibile giocare oltre 1000 mani alla perfezione e ciononostante perdere dei soldi. Dall’altra parte, anche il guadagno con le stesse mani giocate potrebbe essere considerevolmente più alto. Nel lungo periodo, tuttavia, il guadagno reale combacerà con il guadagno matematico atteso (rispetto alla propria bravura)..

 

  • Controllate se il downswing è dovuto al modo di giocare!


Naturalmente non si può escludere che il downswing sia dovuto al modo di giocare. Bisognerebbe sempre chiedersi se il limite nel quale si gioca non è troppo alto. Chi dà ascolto ai nostri consigli riguardo ad un bankroll management intelligente scenderà automaticamente di limite, se perde nel lungo periodo.

  • Usate il downswing per occuparvi maggiormente della parte teorica del gioco del poker!


Un downswing rappresenta sempre un momento propizio per mettere alla prova la propria bravura. Dove sono le mie debolezze (i leak) per via delle quali perdo soldi in continuazione? Durante un periodo sfortunato ci si dovrebbe occupare maggiormente del proprio gioco e della letteratura sul poker. Dal momento che giocare non dovrebbe essere così divertente in questo periodo, non si dovrebbero incontrare troppe difficoltà.

  • Studiate la natura matematica dei periodi fortunati e sfortunati!

Spesso si riesce a superare una problematica se ne si capiscono le cause. Chi comprende il concetto di immutabilità della fortuna e della sfortuna può accettarla più facilmente senza farsi influenzare da essa. Giocate come se foste una macchina!

La curva d'apprendimento

Molti giocatori restano incagliati in un determinato livello, poiché il loro meccanismo di studio non è adatto al poker. Cadono nella trappola del pensare senza sapersi orientare!


Non fatevi irritare dai singoli avvenimenti. Traete conclusioni soltanto sulla base di quantità di dati sufficienti.

Come abbiamo già accennato, non si può determinare il modo corretto di giocare basandosi sul risultato ottenuto. Esistono mani che abbiamo giocato in modo completamente errato, ma che abbiamo vinto e mani giocate in maniera corretta, ma che abbiamo perso.


Studiate poker in un modo astratto, teorico! 

Questo concetto mette a dura prova il meccanismo di studio innato di ogni uomo. Il cervello lavora in genere a seconda dal successo oppure insuccesso nel breve periodo, ovvero secondo il metodo “Trial and Error”. Il poker, tuttavia, è un gioco di lungo termine. Molto spesso il successo si ottiene dopo molto tempo. Studiare, quindi, significa innanzitutto approfondire ed analizzare le basi ed i principi teorici e rafforzarli attraverso la pratica.


Leggere i fondi del caffé


Il problema dell’interpretazione dei fondi del caffè mostra similitudini con il problema dello studio e si basa su una delle capacità più grandi del cervello umano: riconoscere le forme. Esso impara cercando nell’immenso e caotico flusso di impressioni sensoriali delle analogie e similitudini tra strutture e concetti di senso. Questo impulso cerebrale inarrestabile è immensamente produttivo, ma fa anche in modo di riconoscere delle strutture laddove esse non esistono. Nel poker alcuni individui fantasiosi si irrigidiscono nel voler fare delle previsioni a causa di avvenimenti del passato, nonostante questi non abbiano alcuna influenza sul futuro.

Periodi di fortuna e sfortuna sono concetti che riescono a descrivere molto bene il passato, ma nulla d’altro. Si riesce a scorgerli soltanto dallo specchietto retrovisore.

Conservate la razionalità!
Non coniugate due eventi distinti!

Se ho mancato cinque volte di fila il mio progetto di colore, ciò non ha implicazioni sul mio prossimo progetto di colore. Certamente non significa che devo smettere di arrivare al river con il mio progetto di colore solo “perché tanto il colore non arriva”.


Se ho appena perso molti soldi allora ho avuto senza dubbi un periodo sfortunato.
Tuttavia, esso non ha alcuna influenza sul futuro.

 

Impazienza

Chi si attiene alla nostra “chart del pre-flop” gioca in media il 20 % delle proprie mani. In quattro casi su cinque si buttano via le proprie carte.

La mega-regola del poker: vincere passando!


Alcuni giocatori si annoiano, perché poi manca l’azione al tavolo.

Si ricordano che il cowboy eroico del film si è fatto notare per i suoi bluff rischiosi e non per aver passato puntualmente le proprie carte. Ma questa è Hollywood. La realtà è piuttosto sobria. Soltanto chi si attiene in modo rigoroso alla regola di giocare soltanto mani qualitativamente buone sarà premiato con il successo.
Lo stesso principio vale naturalmente anche al flop. Se non è stato di aiuto buttate vie le carte. Il fold è la vostra arma più potente al poker!

Inoltre non vi è alcun motivo di annoiarsi. Anche se non si è direttamente coinvolti vi è molto da fare. Per avere successo al poker bisogna osservare e saper classificare il proprio avversario.
Su PartyPoker è possibile rivedere attraverso degli hyperlinks le “hand-histories” e comprendere meglio il tipo di comportamento che l’avversario adotta. Se si progredisce dal principiante assoluto al giocatore di livello avanzato si è in grado di giocare in modo concentrato a due tavoli. La noia dovrebbe scomparire. Altrimenti si avanza così tanto di limite che il denaro in palio fornisce una notevole spinta adrenalinica. Almeno in queste situazioni si dovrebbe giocare con rispetto e cura.

Osservate i vostri avversari dopo aver passato. Praticate l’hand reading (lettura delle mani degli avversari)!

Un altro rimedio contro la noia è la pratica dell’hand reading. Si tratta di una delle abilità più complicate ed importanti del poker. Bisognerebbe allenarla in continuazione, per affinare la propria bravura. Usate le mani passate per pensare a cosa potrebbero avere in mano i giocatori ancora in gioco.


Il problema del break-even (andare pari)

Molti giocatori hanno problemi a concludere la sessione con una perdita. Questo comporta il fatto di giocare più a lungo rispetto a quanto suggerirebbe la capacità di concentrazione.


Non giocate in modo più aggressivo quando state perdendo!

Questo fenomeno è particolarmente pericoloso poco prima di andare a letto, poiché il grande sonno comporta una drastica riduzione della propria qualità di gioco.
Non si dovrebbe assolutamente tentare di appianare le perdite ad ogni costo. Un modo troppo aggressivo di giocare comporta nella maggior parte dei casi delle perdite ancora maggiori.


Rispettate orari prestabiliti!

Con orari prestabiliti si risolve il problema del break-even ed il gioco viene facilitato parecchio.


It’s one big session!

Bisogna sempre tenere in mente la citazione di David Sklansky: “It’s one big session (è una sola, lunga sessione).”

La nostra carriera da pokeristi è una lunga sessione e la prossima ora è sempre la prossima ora ancora, indipendentemente dal fatto se si giocherà subito oppure lunedì prossimo, quando si è riposati.

La singola sessione, pertanto, è soltanto una suddivisione artificiale ed arbitraria senza uno specifico valore reale. Se abbiamo accumulato un grande bankroll, abbiamo prodotto un grosso guadagno anche in caso di una sessione perdente.

Si era un giocatore vincente prima e lo si è anche dopo. Non vi è alcun motivo di allarmarsi.


Abbandonate il tavolo se le condizioni peggiorano visibilmente. Non importa se state vincendo o perdendo.

Una forma particolare del problema break-even si crea nell’ambito della questione della scelta del tavolo. Purtroppo accade molto spesso quanto segue: si cerca un tavolo con giocatori scarsi e si inizia a perdere. Prima di accorgersene la maggior parte degli obiettivi è sfumata. Il tavolo ora è diventato molto selettivo. Molti giocatori restano al tavolo perché non vogliono abbandonarlo da perdenti. Naturalmente questo approccio è sbagliato. Nel poker conta sempre il valore atteso e quest’ultimo è più elevato ai tavoli con giocatori scarsi.

Ego

Alcune persone possiedono un ego maggiore rispetto ad altre. Nel poker questo può comportare diverse conseguenze:

Non contano i piatti, ma i soldi.

I giocatori iper-aggressivi, definiti maniac, hanno l’impulso di voler essere al centro dell’attenzione e con smisurati bluff tentano di far passare la mano al proprio avversario. Vorrebbero vincere il maggior numero di piatti possibili per valorizzare la loro personalità. In effetti, essi vincono molti piatti, ma a lungo andare perdono tutti i loro soldi. Il giocatore di poker di successo non è interessato alla quantità dei piatti, ma ad un bilancio positivo.


Giocate soltanto i limiti che potete battere!

Alcuni giocatori sono alla ricerca della sfida. Vogliono confrontarsi ai limiti più alti con dei giocatori forti. I low limit rappresentano un problema per la loro dignità. Chi dispone di fondi sufficienti può intraprendere questa via e considerarla il suo divertimento personale.

Giocate soltanto se avete un vantaggio!

Per gli amici del poker orientati alla vittoria questo approccio è distruttivo. I giocatori professionisti di poker hanno una cosa in comune. Giocano soltanto se scorgono un vantaggio per sé stessi. Se vengono affrontati con una forte opposizione cambiano strada. Nel poker non vi è posto per un falso onore da cavaliere. Tutto quello che conta è il proprio vantaggio, la propria superiorità ed il profitto..

Il problema dello scetticismo


Fate fare ad un altro lo sceriffo del tavolo!

Degli individui scettici sono inclinati a vedere spesso, poiché non riescono a sopportare di cadere in un bluff.

Probabilmente hanno fatto brutte esperienze nella loro vita, sono stati feriti ed ingannati. Per loro è un’umiliazione essere vittima di un bluff e fanno di tutto per evitare questo trauma.


Chi non ha mai passato una mano vincente, gioca troppo “loose”!

Come tutti sappiamo, vedere in modo eccessivo è un gioco a perdere. Il mio consiglio: non mettetela mai sul personale al tavolo da poker. Non è una vergogna perdere contro un bluff.

Il pessimista

Non vedete sempre il bicchiere mezzo vuoto!

Il pessimista pensa che l’avversario abbia sempre il nut. Gioca in modo troppo timido e non trae sufficientemente value dalle sue mani forti. Inoltre troppo spesso cade davanti ad un bluff (vedi punto 7).

Cercare vendetta


I pensieri di vendetta oscurano i sensi ed indeboliscono la capacità di giudizio!

Accade molto spesso di perdere molti soldi contro un giocatore specifico, spesso a causa di una serie di bad beat terribili. In questi casi si potrebbero provare delle sensazioni piuttosto negative. Ciononostante, non bisogna prendere questa faccenda sul personale. Continuate con il vostro gioco migliore e che sia oggettivo e scientificamente corretto.

La concentrazione


Assicurati di essere in buone condizioni per giocare!

Ci sono un sacco di potenziali killer per la concentrazione nel poker, quali: affaticamento, ebbrezza, distrazioni come la TV, le email, etc.

Il problema della comfort zone


S
e le vostre qualità di giocatore sono sufficienti, scegliete il limite che si trova esattamente al centro della vostra zona di comfort finanziaria.


La scelta del limite giusto ha anche molto a che fare con la zona nella quale ci si sente a proprio agio. Per ognuno di noi il denaro ha un valore personale. Se si gioca ad un limite troppo basso può succedere che non si rispetti molto la puntata e si inizia a giocare in modo troppo spensierato. Se invece si gioca ad un livello al di fuori della propria zona di comfort, ci si sente facilmente a disagio. Si gioca in modo più passivo di come la ragione strategica consiglierebbe.

Le virtù di un poker player


Ecco riassunte le virtù di un poker player:

1. Pazienza
2. Disciplina
3. Serenità
4. Diligenza
5. Obiettività (autocritica)
6. Ottimismo, coraggio
7. Sportività
8. Razionalità economica
9. Concentrazione
10. Nervi saldi
11. Modestia

Conclusione

Oltre alle richieste di carattere tecnico-strategico il poker rappresenta una grande sfida per la vostra personalità. Consiglio a chi crede di non possedere la maggior parte delle virtù sopra elencate di riflettere bene se vuole affrontare tutto questo.

Il rovescio positivo della medaglia, tuttavia, ci dice che tutte queste trappole psicologiche possono essere interpretate come una possibilità. Anche grazie a questo articolo avrete il massimo appoggio possibile dal punto di vista psicologico dal nostro team. Un discorso diverso va fatto per i vostri avversari. In tanti possono contare soltanto sulle proprie forze e non hanno un vero e proprio piano.

Ogni problema qui elencato è una trappola per loro e un vantaggio per voi.

Il poker viene descritto a volte come infame, peccaminoso e avido. Qualcosa di vero ci sarà, ma esiste anche un altro lato. Soltanto chi lavora sodo per migliorare le proprie virtù pokeristiche avrà veramente successo. Ogni sessione mette a dura prova il proprio carattere. Ogni sessione è un training per la propria pazienza, disciplina e serenità. Ogni downswing aumenta la propria umiltà. Anche per tale motivo il poker ha una sfumatura di arte meditativa.


Bibliografia

Gli aspetti psicologici vengono menzionati in molti libri sul poker.
La natura specifica del tema andrebbe oltre l’ambito per il principiante. Tuttavia, poiché questo articolo viene letto anche da giocatori di livello avanzato, forniamo alcuni consigli per la lettura. I prossimi due libri trattano esclusivamente della componente psicologica. Il libro Zen ha inoltre una natura vagamente esoterica.

The Psychology of Poker, Dr. Alan Schoonmaker, Twoplustwo

Zen and the Art of Poker, Larry W. Phillips, A Plume Book

Anche questi altri due libri offrono del materiale utile:

Inside the Pokermind, John Feneey, Twoplustwo

Ace on the River, Barry Greenstein, Last Knight Publishing

 

 

Il problema dell’interpretazione dei fondi del caffè mostra similitudini con il problema dello studio e si basa su una delle capacità più grandi del cervello umano: riconoscere le forme. Esso impara cercando nell’immenso e caotico flusso di impressioni sensoriali delle analogie e similitudini tra strutture e concetti di senso. Questo impulso cerebrale inarrestabile è immensamente produttivo, ma fa anche in modo di riconoscere delle strutture laddove esse non esistono. Nel poker alcuni individui fantasiosi si irrigidiscono nel voler fare delle previsioni a causa di avvenimenti del passato, nonostante questi non abbiano alcuna influenza sul futuro.

Periodi di fortuna e sfortuna sono concetti che riescono a descrivere molto bene il passato, ma nulla d’altro. Si riesce a scorgerli soltanto dallo specchietto retrovisore.

Conservate la razionalità!
Non coniugate due eventi distinti!

Se ho mancato cinque volte di fila il mio progetto di colore, ciò non ha implicazioni sul mio prossimo progetto di colore. Certamente non significa che devo smettere di arrivare al river con il mio progetto di colore solo “perché tanto il colore non arriva”.


Se ho appena perso molti soldi allora ho avuto senza dubbi un periodo sfortunato.
Tuttavia, esso non ha alcuna influenza sul futuro.
 

Commenti (17)

#1 Leon74A, 21.01.09 17:21

Complimenti bisogna leggerla ogni tanto quando si perde la calma fa molto bene :)

#2 krudos, 27.08.09 15:41

really

#3 0killerette0, 09.03.10 08:03

Veramente interessante.
Grazie.

#4 crasch78, 21.03.10 19:39

adesso mi sento meglio :)

#5 supersaid72, 17.04.10 14:59

Complimenti...spesso i dettagli che si trascurano, specialmente se si gioca già da qualche tempo, sono più importanti di quanto si pensi.

#6 sugnumariu, 06.06.10 01:42

cazzz!!!!

#7 GiambaJe, 02.10.10 12:32

Bibbia...

#8 Stezzo82, 08.11.10 14:06

ma io nn riesco a leggere l'intero articolo.... cosa devo fare?

#9 bellavec, 09.11.10 11:37

#8 Ciao! Non puoi ancora leggere tutto l'articolo perché non hai ancora raggiunto lo status di membro necessario, il livello Bronzo.

Per sapere come funzionano i livelli di status ed il nostro sistema di ricompensa, puoi trovare tutte le informazioni al seguente link: http://it.pokerstrategy.com/rewards/

Saluti
bellavec

#10 ElNunho, 01.02.11 15:20

Avevo completamente missato questa serie di articoli di psicologia, sono fantastici, GG strategy!

#11 josephine82, 18.05.11 08:08

bell'articolo complimenti!grazie :)

#12 Kaiserbauer5, 22.05.11 17:09

Sempre ottimi articoli come al solito... Grande ps...

#13 Pakozzo93, 25.05.12 13:27

Bellissimo articolo complimenti vivissimi!

#14 KNOCKOUTtecn, 05.06.12 09:14

proprio vero!
pazienza e' tutto

#15 salentino64, 02.09.12 15:02

complimenti siete dei veri competenti

#16 darkangel80, 28.01.14 01:10

Mi rispecchia in pieno... io che sono sempre stata una "roccia" anche davanti alle piu' grandi batoste,sempre autocritica e molto chiusa nel modo di giocare....ora sto crollando e inveisco anche davanti ad una piccola perdita... ma dopo aver letto tutto questo mi sento meglio e investiro' il mio tempo a studiare e rianalizzare tutto... davvero un grazie mi é stato di grande aiuto!

#17 Ciulak, 03.12.14 15:01

cmq a volte capita che c'è gente piu incapace a livelli piu alti che a livelli bassi paradossalmente. Appunto perchè i giocatori compulsivi devono giocare sempre a livelli piu alti per provare sensazini piacevoli...Io sono del parere che a volte è meglio selezionare bene il tavolo sul cash game e cercare un tavolo fattibile piuttosto che multitablare. Sopratutto col passare del tempo che la gente diventa piu brava e piu furba.