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StrategiaMindset e Psicologia

Downswing – un’osservazione psicologica

Introduzione

In questo articolo

  • Cosa accade esattamente durante un downswing
  • Come ci si può difendere

L'atteggiamento spontaneo di fronte al downswing

Durante un downswing molti si chiedono cos'è che non funziona. Alcuni scrivono un thread nel forum in cerca d'aiuto. Qui esistono due tipi di thread:


1. Faccio tutto bene e questi polli mi danno una bad beat dopo l'altra.
2. Aiuto, ho toccato il fondo, morto, morto stecchito, quasi morto, quest'è quanto, il peggior giocatore ecc...

In base alle mie esperienze hanno problemi coloro che pensano "Sono il migliore e ora mi lamento un po'". Dare loro dei consigli è stancante, finchè non li sentirai dire: "Mah, dopo 5.000 mani ho di nuovo vinto qualcosa. Va bene così." Credo anche che spronandoli dicendo che un determinato numero di mani non voglia ancora dire nulla piuttosto che  "forza" o "andrà meglio" non sia di grande aiuto. Infatti, questo tipo di giocatore perde di vista la cosa più importante: lo sviluppo.

Il secondo tipo di giocatore è talmente dubbioso che non sa più cosa fare. La disperazione è già presente nel titolo. Nessuna via di uscita, nessun consiglio rappresenta un vero aiuto. Anche lui avrà i suoi problemi, soprattutto problemi di concentrazione.

Liberiamo la mente e ricordiamo cosa succede durante un downswing, o cosa può succedere.


La trappola del downswing

Un downswing vi mette in una posizione psicologica molto difficile. Avete molti dubbi. Manca la padronanza, l'ottimismo di applicare le proprie abilità in queste situazioni. Manca anche una sensazione positiva, il divertimento e l'auto-affermazione. Quando giocate e perdete dovreste avere molta esperienza e conoscenza per poter dire di aver giocato bene. Il risultato è negativo.
Il problema nasce quando questo risultato non vi esce più dalla mente (se preferite a volte anche a livello inconscio).

Cosa succede esattamente?

I pensieri e le associazioni negative hanno delle ripercussioni sulle situazioni successive. In questi momenti ricorrono sempre gli stessi pensieri. Questi diventano conoscenze (cognizioni). Nel lungo periodo questo porta a dei leak (debolezze ricorrenti), poiché si cambia il proprio gioco per ovviare a queste situazioni. Un processo molto plausibile: fate qualcosa e ricevete una bastonata. Vi trovate di nuovo in una situazione del genere...mmh, non volete ricevere un'altra bastonata. Esempio: non rilanciate più con una mano per rendere più costoso un draw ad un avversario, poiché credete che tanto non passerà di fronte al vostro rilancio ed al turn o river pescherà comunque la carta che gli serve; tanto vale risparmiarvi questa puntata.

Si tratta di un effetto di apprendimento dall'esperienza di gioco. Normalmente a ciò si contrappone la conoscenza teorica. Tuttavia, l'esperienza ha delle basi più solide percui spesso applichiamo ciò che abbiamo sperimentato e non quello che "soltanto" sappiamo. Creiamo delle ipotesi sulle nostre sconfitte che rappresentano anche delle supposizioni irrazionali sul nostro modo di giocare, il caso, gli avversari ecc.
Ecco alcuni esempi:

"Ogni volta che ho due assi in mani un avversario forma una doppia coppia, un set, una scala oppure un colore al river"

"Non c'è nemmeno bisogno che giochi pocket Queens, dal momento che al flop appare comunque un re oppure un asso"

"I polli pescano costantemente i loro 2-outer, ma io non completo mai il flush"

"Sono troppo scarso"

"Il mio valore WTS è troppo alto"

Gli ultimi due esempi potrebbero essere irritanti. Tuttavia, sembrano delle supposizioni molto plausibili sul proprio comportamento di gioco. Probabilmente il giocatore ha postato le sue statistiche ed un giocatore con esperienza gli ha scritto che il suo valore WTS è troppo alto, il suo AF troppo basso, ecc. Questo potrebbe essere vero, ma non è di aiuto in una fase di downswing. Il giocatore si attacca a questa "ancora di salvezza" perché la situazione sembra così complessa e confusa. I pensieri sui suoi valori "pessimi" influenzano il giocatore in forma di negative cognizioni e deteriorano la sua capacità. In questo modo il giocatore si fossilizza su questi cavilli e spesso va in tilt.

Una considerazione razionale

Consideriamo una definizione razionale del downswing. Un downswing è l'addensarsi fortuito di eventi/condizioni che creano uno scostamento dal valore atteso. In questo modo si avranno risultati negativi in un lasso di tempo sconosciuto. Il punto debole della definizione è il valore atteso, dal momento che è sconosciuto. Questo meccanismo viene contaminato anche dai leak, ossia degli errori ricorrenti che abbassano il valore atteso. Non si può ovviare ad un downswing. Non possiamo influenzare i fattori che lo determinano, ma esso influenza noi. Gli effetti di apprendimento "distorto" sopra descritti diminuiscono ulteriormente il nostro valore atteso. È su questo che dobbiamo lavorare.




Cosa posso fare?

Durante un downswing siamo sottoposti ad un peso psicologico non indifferente. Cambia il nostro modo di giocare e anche l'approccio allo studio. Proviamo una serie di emozioni negative che ci spingono a cambiare il nostro gioco.
Vogliamo correggere queste distorsioni. Ma se incrementiamo lo studio della teoria solo in questa fase allora avremo due tipi di problemi: da un lato non giocheremo il massimo tempo a nostra disposizione per il gioco e dall'altro le motivazioni per continuare a studiar con costanza durante il futuro upswing saranno molto scarse. Ecco perchè è necessario pianificare al meglio il periodo di downswing.

Il modello a tre fasi nel downswing

In base alle riflessioni precedenti, direi che il downswing è divisibile in tre fasi. Naturalmente potete anche seguire i consigli che suggerisco per ogni fase indipendentemente da quella precedente e sono raccomandabili anche al di fuori di un downswing. La suddivisione in fasi aiuta durante il superamento di un downswing, dal momento che presenta una struttura certa quando avete l'impressione di trovarvi completamente spaesati.

Nella prima fase del downswing si consiglia di concentrarsi sull'evitare pensieri e modi comportamentali che gravano sulla vostra psiche. Domande come "da cosa si riconosce che sono un pessimo giocatore" sono segnali d'allarme. L'atteggiamento depressivo mostrato deve essere interrotto prima che si rafforzi.


Alcune regole:

  • Durante un downswing non terminate mai una sessione con i pensieri: "Meglio che smetta per non aggravare la situazione." La cosa migliore che dovreste fare è giocare delle sessioni temporaneamente fisse e smettere semplicemente quando il tempo è finito. Naturalmente continuate a giocare se sta andando molto bene.
  • Interrompete ogni tipo di pensiero riferito al vostro gioco o a voi, non pensando a nulla. Si tratta di una tecnica presa in prestito dalla psicoterapia nella quale dite a voi stessi la parola "stop" quando si addensano dei pensieri negativi. Comprendete che questi pensieri sono irrazionali e controproducenti (questo vale anche per forti irritazioni nel caso di bad beats). Interrompete la rabbia poiché non vi serve a nulla, anzi vi danneggia soltanto.
  • Se non riuscite ad interrompere i pensieri negativi terminate la sessione.
  • Terminate la sessione anche quando siete tesi, nervosi o depressi.
  • Non andate alla ricerca di auto-affermazione vincendo singole mani.
  • Non confrontatevi con il successo degli altri giocatori che, ad esempio, sono avanzati più velocemente di limite.
  • Non mettetevi sotto pressione con degli obiettivi a breve termine (raggiungere un bonus, avanzare più velocemente di limite ecc.). Se sta andando male dovete considerare se è ancora +EV raggiungere un bonus.
  • Attenetevi rigorosamente alle regole del bankroll management.
  • Giocate soltanto come meglio sapete, nelle migliori condizioni possibili e non cambiate il vostro stile di gioco.

Se il donswing continua passate alla seconda fase. Qui è importante soltanto che voi stiate bene! Dimenticatevi in questa fase del vostro win rate, lo stato del vostro bankroll, il debito accumulato, le vostre debolezze...

Fate una poker-pausa!

Una pausa è sicuramente il consiglio migliore; essa interrompe l'apprendimento "deviato" e lo svilupparsi di pensieri negativi. Dovreste comprendere la vostra situazione e cercare dello svago. Le tensioni accumulate (stress) devono essere liberate...praticate più sport, delle corse oppure dei tour in bicicletta, a seconda di quello che più vi piace.

Lasciate perdere l'Elephant e non consultate le vostre statistiche.


Cercate di stare su di morale. Nel forum di PokerStrategy potete leggere che anche altri giocatori hanno i vostri stessi problemi. Non occupatevi di quello che potreste aver sbagliato; in questa fase non ha alcun significato! I leak e gli errori di gioco saranno presenti anche dopo un downswing e durante un upswing, ma non è questo il momento in cui pensarci.

In questa fase conta soltanto sentirvi meglio. Per tale motivo non è consigliabile occuparsi delle proprie debolezze ed errori di gioco. Dovreste aver riconosciuto la necessità dell'analisi concreta degli errori, la formulazione di obiettivi di apprendimento e anche la pianificazione dei metodi di allenamento, ma dovreste "spostarli" nei periodi nei quali lavorate efficacemente sul vostro gioco.

Passiamo ora alla terza fase. In questa fase vi occupate in modo astratto del poker. Interrogatevi sulla vostre motivazioni e su cosa siete pronti ad investire in futuro. Imparare il gioco del poker richiede una buona capacità di astrazione; è essenziale pensare nel lungo periodo dal punto di vista strategico. Prendete coscienza che imparare a giocare a poker è un lavoro. Se volete diventare dei bravi giocatori qui siete sulla buona strada. Prefissatevi obiettivi e stilate un piano di studio per poterli raggiungere. Dovete pianificare come imparare a giocare a poker. Se vi sentite liberati e pronti alla ricezione, potete iniziare a lavorare.

Avviso per quando giocherete di nuovo: non sedetevi mai ad un tavolo pensando: "Vediamo se mi trovo ancora in un downswing." Oppure "Ora devo recuperare tutto il debito!" E quando ricevete una bad beat non pensate: "Ahimé, non è cambiato nulla."

Se e quando è necessario ritornate alla prima fase, anche se potrebbe essere molto scocciante. Ma dovete passarci.

Vi auguro in bocca al lupo!!
Shark Attack!



 

Commenti (3)

#1 fraruthnco, 01.12.09 21:42

QUESTI ARTICOLI SONO UNA ILLUMINAZIONE ... SIETE GRANDI ... :-)

#2 Zuzzuillo, 12.04.10 10:48

Bellissimo articolo... X fortuna sto in un periodo positivo... aspetto comunque il downswing............

#3 nickdega, 30.10.14 18:25

Grande articolo!