"Aaron Paul ha una passione per il poker" - Alex Dreyfus

Abbiamo parlato direttamente con il patron della Global Poker League riguardo alle sue impressioni e del perché abbiano invitato la star di Breaking Bad a giocare.

Alex Dreyfus
Alex Dreyfus

Sono stato sorpreso dell'ottima accoglienza che il pubblico ha avuto nei confronti della GPL. Penso che il fattore decisivo sia rappresentato dalla possibilità di vedere le reazioni spontanee dei giocatori sulla webcam...mi rivedo io quando gioco online.

Alex Dreyfus: Quando abbiamo discusso le prime volte, i Team Manager volevano che i giocatori avessero la possibilità di vedersi per sfottersi e fare trash talking a vincenda. Io mi sono battuto contro questo punto di vista in quanto pensavo che non avrebbero voluto dialogare come consuetudine nel poker live. Invece ero più interessato che interagissero con noi, con un pubblico, attraverso la webcam così da rendere la cosa più coinvolgente.

A questo punto del torneo il numero degli spettatori si avvicina alle aspettative?

Alex Dreyfus: Abbiamo dei numeri decenti calcolando che si parla di qualcosa che non esisteva fino a qualche mese fa e non aveva una base di fan. Le fasi della competizione sono molto lunghe e lente, non abbiamo ancora visto niente al momento. Dopo giugno gli stakes aumenteranno in maniera massiccia e 4 squadre saranno eliminate nei playoff.

Per il momento abbiamo raggiunto grossomodo i 100,000 spettatori unici a settimana. Questo è probabilmente l'1% di quello a cui puntavo, siamo lontani cinque anni da quello che vogliamo raggiungere.

”Ci siamo assicurati che il format non fosse invadente”

global poker league

Presumo non sappiate quando i fan cominceranno a tifare per qualche team in particolare. Questo rappresenta un vostro obiettivo?

Alex Dreyfus: Il concetto di squadra è contro lo spirito del poker. Il tifo verso un team che non esisteva fino un anno fa è qualcosa di ostico. Nei primi giorni abbiamo avuto a che fare con molti "haters" nella chat di Twitch, ma ora stiamo vedendo un cambiamento del trend e un attaccamento verso i team. E' nella natura umana l'affezionarsi ad una squadra piuttosto che l'altra.

Quando abbiamo detto che volevamo far "vestire" al poker i panni dello sport, intendevamo che volevamo creare uno strumento per invogliare i fan a tifare per delle squadre o odiare altre. Lo sport è ovunque, lo si può contestualizzare in quello che facciamo, è la creazione di situazioni.

Un indubbio successo è stato rappresentato dal fatto che i giocatori stanno promuovendo gli eventi sui social media. E' praticamente impossibile impedirgli di parlarne.

Alex Dreyfus: Non c'è un giocatore a cui abbiamo chiesto di promuovere la competizione. E' diventato naturale farlo, specialmente per chi ha amato il progetto. Il successo della GPL è proporzionale all'interesse dei giocatori. Ci siamo prodigati affinché la struttura del torneo non fosse invadente. Non ci sono seccature per partecipare, le sfide sono veloci, non è gioco d'azzardo così da permettere la partecipazione ovunque. Vogliamo metterli in condizione di divertirsi e continuare a farlo.

”Aaron Paul è un vero appassionato di poker”

Aaron Paul playing poker
Aaron Paul

La partecipazione di Aaron Paul è stata una sorpresa per tutti, come è avvenuto l'ingaggio?

Alex Dreyfus: Abbiamo collaborato con degli agenti stilando una lista A e una lista B d'interessati che potenzialmente avrebbero potuto partecipare. Abbiamo addirittura avuto uno sportivo molto famoso che era disposto a pagare pur di prendere parte alla GPL. Maria e io abbiamo scelto Aaron Paul perché fa parte della nostra generazione. Lui gioca ai video games ed è molto popolare in quell'ambito.

La cosa più importante è che è un ragazzo che mette i soldi, mette la felpa e gli occhiali da sole, e gioca le WSOP. Nessuno lo paga per farlo, lo fa da solo. Questo denota attaccamento al poker. Non so se il suo gioco è buono, ma lui lo affronta da giocatore di poker.

La sua partecipazione è una gran cosa ma il suo inserimento non "contaminerà" l'etica della competizione?

Alex Dreyfus: Avere delle celebrità è un grosso punto di domanda, perché per definizione questa è una competizione tra professionisti. Ma è una persona su 72. Noi vogliamo il torneo sui giornali e negli show televisivi e, senza offesa, nessuno dei giocatori sta ottenendo questo. Ci sono stati tre Team Manager disposti a sacrificare i loro investimenti in cambio della popolarità della propria squadra. Maria vuole che la LA Sunset vinca ma sa che la GPL è un format a lungo termine.

E quando vedremo Jesse Pinkman ai tavoli?

Alex Dreyfus: Io so la data ma non posso dirvela. Entro metà di giugno inizierà a giocare.

Grazie Alex e buona fortuna per la League

Potete vedere la Global Poker League qui.

 
Barry Carter

Barry Carter

è editorialista di PokerStrategy.com nonché co-autore di The Mental Game of Poker 1 & 2.

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