Chi era Pietro Mennea?

    • katewalker1
      katewalker1
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      Presente da: 11-05-2010 Contributi: 5.872
      Salve a tutti. Oggi torno a casa, accendo sky sport e apprendo la notizia della morte del grandissimo Pietro Mennea. La notizia mi ha abbastanza colpito e rattristato, anche perché per molti ragazzi come me, nati negli anni 80 la figura di Mennea è stata sempre quasi mitologica, il record imbattuto per decenni, qualche racconto qua e là, le solite 2 o 3 immagini mandate in televisione, e poco altro; cosa è stato per voi (magari quelli un po' meno giovani di me) Mennea? Mi piacerebbe leggere qualche testimonianza e qualche ricordo più diretto. R.I.P.
  • 13 risposte
    • karitao
      karitao
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      Presente da: 03-24-2012 Contributi: 7.751
      Nato nel '93, ora quasi 20 anni, non ne ho mai sentito parlare (e non vivo su un albero, almeno credo)

      Mi spiace ma è così, chi è stato per voi? :)
    • Ezios
      Ezios
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      Presente da: 09-05-2012 Contributi: 1.271
      Io sono del 91 e posso dirti che atleti come lui ce sono stati e ce ne saranno ben pochi...io sono un podista, faccio mezze maratone e maratone e so cosa significa sputare sangue per raggiungere un obiettivo...ho sempre stimato non solo lui ma tutti quelli che fanno atletica, allenamenti massacranti diete varie ancora allenamenti, togliere tempo ad amici e parenti e allenarsi ancora e tutto per cosa? Per 19e rotti secondi, una vita di sacrifici per un attimo solo di gloria! e una cosa che non so se tutti riescoono a capire, molti magari preferiscono sfondarsi di birra e bombe al pub, ma quando sei li, che tagli il traguardo davanti a tutti, solo allora capisci il perchè
    • Kis78
      Kis78
      Argento
      Presente da: 09-30-2009 Contributi: 6.207
      Troppo piccolo per avere ricordi nitidi , R.I.P.
    • Sarchio
      Sarchio
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      Presente da: 10-23-2009 Contributi: 3.664
      Nato nel 64, purtroppo per me :( , è stata veramente una leggenda.
      Soprattutto leggendario è stato quel record, imbattuto per tanti anni.
      La cosa unica era vedere quell'italiano, non tanto alto, battere i fenomeni americani.
    • pisiattu
      pisiattu
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      Presente da: 04-01-2010 Contributi: 12.783
      Io quando sento queste notizie di supercampioni che muoiono troppo giovani penso subito al doping, sperò comunque di aver torto.

      RIP
    • tatotete
      tatotete
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      Presente da: 10-25-2012 Contributi: 1.503
      L'originale di pisiattu
      Io quando sento queste notizie di supercampioni che muoiono troppo giovani penso subito al doping, sperò comunque di aver torto.

      RIP
      Mi auguro con tutto il cuore che non sia così, anche se noi sappiamo ben poco del passato degli atleti. E' stato un esempio sportivo, una leggenda dell'atletica italiana, campione mondiale incontrastato per almeno un decennio nei 200m (basta pensare che il suo record mondiale è stato abbattutto quasi 20 anni dopo averlo fatto). RIP
    • azimut1983
      azimut1983
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      Presente da: 05-12-2011 Contributi: 479
      L'originale di pisiattu
      Io quando sento queste notizie di supercampioni che muoiono troppo giovani penso subito al doping, sperò comunque di aver torto.

      RIP
      La velocità pura è una questione genetica non allenabile e non migliorabile con sostanze, il doping negli sport come i 100 e i 200 si usa per aumentare la massa muscolare, quindi steroidi e testosterone, se guardi qualsiasi immagine di Mennea in attività vedi che non ha il fisico di Ben Johnson.
    • t1gr0tt0
      t1gr0tt0
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      Presente da: 08-25-2009 Contributi: 9.974
      Da dott in scienze motorie, sportivo e amante dello sport in ogni sua forma, Ti rispondo così:

      "L'UOMO DEI RECORD - Pietro Mennea, che è morto stamattina in una clinica romana, stroncato da un male incurabile, può essere considerato uno degli atleti più decorati nella storia dello sport italiano. Nato il 28 giugno 1952, a Barletta, per 17 anni è stato detentore del primato mondiale dei 200 metri, stabilito alle Universiadi di Città del Messico, nel 1979. Partecipò alla rassegna da studente in scienze politiche e polverizzò il precedente record che apparteneva a Tommie Smith. Un altro statunitense, Michael Johnson gli strappò il primato alle Olimpiadi di Atlanta, nel 1996. Soprannominato la 'Freccia del sud', tutt'ora detiene il primato europeo e italiano dei 200 metri. nel 1980, a Mosca ( clicca qui per vedere l'impresa ), con una straordinaria rimonta, conquistò la medaglia d'oro, sempre nei 200 metri, che si somma ai quattro titoli europei, a un argento e un bronzo ai Mondiali, ma anche ad altri due bronzi olimpici, il primo dei quali conquistato sulla pista di Monaco di Baviera ai Giochi del 1972, nella gara vinta dal sovietico Borzov. Mennea è stato anche straordinario staffettista e ha pure trovato fortuna nei 400 metri piani. Stamattina, però, ha perso la sua gara più importante.

      QUEL RECORD CHE DURÒ BEN 17 ANNI ( CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO ) - Ci sono stati i "10 giorni che sconvolsero il mondo" ma nell'atletica sono bastati appena 19 secondi e 72 centesimi per entrare nell'Olimpo e nella storia. Capitò a Pietro Mennea quel 12 settembre del 1979, in occasione della finale dei 200 metri alle Universiadi di Città del Messico. Quel giorno il 27enne di Barletta decise che si potevano correre i 200 metri alla velocità della luce: record mondiale e medaglia d'oro al collo. Da quel giorno il tempo di Mennea non fu mai più raggiunto da un atleta del vecchio continente, mai più da un bianco. Ci vollero invece ben 17 anni perchè l'impresa di togliere a Mennea il record mondiale riuscisse a un afro-americano, Michael Johnson, il 23 giugno del 1996. È tutt'ora primato europeo, dopo quasi 34 anni. La gara dei 200 metri è quella che, storicamente e statisticamente, fornisce le migliori prestazioni sulla velocità pura. Per questo Pietro Mennea è stato considerato l'uomo più veloce del creato, potendo vantare una media, sulla distanza, di 36,51 km/h. Partenza lenta, sensazione di non potercela fare in curva, con la spalla sinistra più bassa per contenere la sbandata (si disse anche che l'aveva 'tagliatà, tanto ci si imbucò veloce), e poi una progressione irresistibile con quel suo modo di correre, tignoso e rabbioso, negli ultimi 50 metri, talmente irresistibile da consentirgli di tagliare il traguardo con 4 metri di vantaggio sul secondo, il polacco Lazek Dunecki. Quel record (favorito da un vento a favore di 1.8 metri) resistette per ben 17 anni, ma va tenuto conto del fatto che fu ottenuto correndo a oltre duemila metri di quota, quindi con l'aria rarefatta, come del resto il precedente primato, stabilito da Tommie Smith sempre a Città del Messico. Quella corsa, quel giorno, il 12 settembre 1979, raccontataci in diretta tv dalla voce travolgente e incredula di quel grande telecronista di Paolo Rosi emoziona ancora oggi." (Cit.)

      Trovate l'articolo intero con i video qui: Pietro Mennea

      Per me era un mito, un esemplare genetico unico...il detto: "velocista si nasce" viene da lui..:)
      L'antitesi del moderno velocista...magrissimo, con muscolatura poco sviluppata ma capace di sprigionare potenze inaudite (il suo record è ancora imbattuto in Europa...)

      L'originale di pisiattu
      Io quando sento queste notizie di supercampioni che muoiono troppo giovani penso subito al doping, sperò comunque di aver torto.

      RIP
      Per quanto riguarda il doping in generale non mi pronuncio, (per me è solo una piaga sociale e culturale e non mi va di approfondire qui)
      Però sono proprio sicuro nella sua onestà..il suo fisico già ne è una dimostrazione e la sua volontà ha fatto il resto (inoltre all'epoca in Italia eravamo storicamente molto arretrati su questo tipo di studi dove i regimi totalitari e grandi nazioni stavano già molto avanti)..:)
      Io sono cresciuto nel suo mito essendo molto piccolo quando mise il record..
      Aggiungo che ci sono rimasto molto male anch'io quando ho saputo, mi dispiace veramente tanto..
      R.I.P
    • t1gr0tt0
      t1gr0tt0
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      Presente da: 08-25-2009 Contributi: 9.974
      L'originale di azimut1983
      L'originale di pisiattu
      Io quando sento queste notizie di supercampioni che muoiono troppo giovani penso subito al doping, sperò comunque di aver torto.

      RIP
      La velocità pura è una questione genetica non allenabile e non migliorabile con sostanze, il doping negli sport come i 100 e i 200 si usa per aumentare la massa muscolare, quindi steroidi e testosterone, se guardi qualsiasi immagine di Mennea in attività vedi che non ha il fisico di Ben Johnson.
      Occhio che questo non è totalmente vero..;)
    • azimut1983
      azimut1983
      Bronzo
      Presente da: 05-12-2011 Contributi: 479

      ma va tenuto conto del fatto che fu ottenuto correndo a oltre duemila metri di quota, quindi con l'aria rarefatta
      faccio un appunto su questa parte, da ingegnere e atleta, la corsa è uno sport in cui le resistenze nell'urto al contatto col terreno e gli attriti sono di un ordine di grandezza superiori alla resistenza dell'aria, per me quindi va tenuto conto che le piste di adesso hanno una risposta elastica decisamente maggiore rispetto a quelle degli anni '70 e questo fattore ha di sicuro un impatto maggiore per quanto riguarda una prestazione sui 200m, per cui quel record vale tanto.
    • azimut1983
      azimut1983
      Bronzo
      Presente da: 05-12-2011 Contributi: 479
      L'originale di t1gr0tt0
      L'originale di azimut1983
      L'originale di pisiattu
      Io quando sento queste notizie di supercampioni che muoiono troppo giovani penso subito al doping, sperò comunque di aver torto.

      RIP
      La velocità pura è una questione genetica non allenabile e non migliorabile con sostanze, il doping negli sport come i 100 e i 200 si usa per aumentare la massa muscolare, quindi steroidi e testosterone, se guardi qualsiasi immagine di Mennea in attività vedi che non ha il fisico di Ben Johnson.
      Occhio che questo non è totalmente vero..;)
      ok ho fatto un discorso troppo semplicistico, ma non è che me ne sia mai interessato così nello specifico su quali potessero essere le possibilità.
      Già negli anni '70 giravano sostanze più sofisticate per un velocista puro?
    • Aquilaverde
      Aquilaverde
      Bronzo
      Presente da: 04-25-2011 Contributi: 741
      L'originale di katewalker1
      Salve a tutti. Oggi torno a casa, accendo sky sport e apprendo la notizia della morte del grandissimo Pietro Mennea. La notizia mi ha abbastanza colpito e rattristato, anche perché per molti ragazzi come me, nati negli anni 80 la figura di Mennea è stata sempre quasi mitologica, il record imbattuto per decenni, qualche racconto qua e là, le solite 2 o 3 immagini mandate in televisione, e poco altro; cosa è stato per voi (magari quelli un po' meno giovani di me) Mennea? Mi piacerebbe leggere qualche testimonianza e qualche ricordo più diretto. R.I.P.
      Mamma mia che flash emozionante quando ho letto questo post.
      Essendo io classe 75, più che il ricordo delle imprese di Mennea atleta, ricordo come erano vissuti i successi del campione a casa mia.
      Mio Padre che purtroppo è venuto a mancare lo scorso Dicembre, era un grande tifoso dello sport in generale, seguiva qualsiasi sport in televisione: ciclismo, calcio, atletica, F1 ecc. ecc., e come lui i miei due fratelli maggiori che sono del 61, quindi all'epoca avevano già 17/18 anni.
      Ricordo che quando correva Mennea e precisiamo solo quando correva Mennea, mio cugino poteva venire a seguire la televisione a csa nostra, si perché mio cugino era Saronniano e invece a casa mia erano tutti Moseriani sfegatati, quindi quando c' era ciclismo in TV tipo Giro d'Italia ecc. e arrivava mio cugino non di rado partiva anche qualche sganassone.
      Il pomeriggio a casa mia quando correva Mennea si svolgeva in questo modo:
      mio Padre stava seduto sulla poltrona e io con i miei fratelli seduti sul divano, solo mio cugino giustamente nella sedia più dura di tutte perché era Saronniano, mia Madre preparava il caffè e col sorriso che solo una Mamma può farti, ci serviva tutti uno per uno :heart: :heart: :heart: :heart: :heart: . Quindi il cronista annunciava l' imminente partenza dei corridori.
      In quel preciso momento mio padre entrava in ansia e diceva a mia Madre
      "dai Marì accendimi una sigaretta", mio padre non era fumatore ma quando c' erano eventi importanti fumava come un Turco.
      Baaam, partiti da quel momento in poi a casa mia non fiatava nessuno, tutti incollati a seguire il Campione, mio cugino prova a tossire e mio padre lo fulmina con lo sguardo; lui capisce immediatamente che forse è meglio che stia muto e rassegnato.
      Poi ad un certo punto il cronista dice:
      attenzione Mennea che avanza dalle retrovie è staccato ma può riuscici, attenzione ennesimo scatto di Mennea che si fa largo tra gli avversari attenzione Mennea Mennea.....VITTORIA VITTORIA VITTORIA
      In quel momento a casa mia si scatenava l' inferno, tremavano anche i muri, volava di tutto, pensate che mio padre allargava le braccia e abbracciava mio cugino, eravamo tutti felici e nessuno pensava ai problemi quotidiani inflazione, debito pubblico, crisi, politici corrotti e chi più ne ha più ne metta.
      Mennea oltre che a darmi un motivo per essere orgoglioso di essere Italiano, mi ha fatto passare dei momenti indimenticabili, indelebili, che mi rimarranno per sempre impressi nella mente e nel cuore.
      Mennea sei e sarai per sempre un grande :nh
    • GionniISCJ
      GionniISCJ
      Globale
      Presente da: 12-24-2009 Contributi: 5.447
      Io ho seguito dal vivo Mennea solo quando tentò un improbabile rientro a Seul '88, dopo essersi già ritirato e ad un età in cui la velocità normalmente non è più gran dote. Per cui non ho conosciuto "in diretta" le sue VERE imprese sportive.

      Se pensiamo al suo record comunque è una cosa pazzesca. E' vero che fu realizzato in altura con circa 2 m/s di vento a favore, ma consideriamo alcuni punti. La tecnologia non era quella attuale (vedi scarpe chiodate, ecc.), le piste non erano costruite con i materiali attuali, gli allenamenti non erano quelli degli iperprofessionisti di oggi. E' durato quasi vent'anni e ancora oggi a quaranta di distanza è tra i migliori tempi di sempre e record europeo! Guardate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/200_metri_piani e vedrete tra i primi 10 una macchia bianca in mezzo ai supervelocisti di colore.

      Credo che, a meno di miracoli, difficilmente sarà battuto da un caucasico, almeno in Italia.