07.02.12

Il Futuro del Poker - dal blog di Dominik Kofert

Cos'ha da imparare il poker dai videogiochi? Dove porterà la mania delle poker room per gamblers e recreational? Quali sono le soluzioni per un ecosistema sano? Il nostro CEO Dominik Kofert condivide con la community alcune riflessioni sul futuro del poker online.

È oramai chiaro come per l'industria del poker sia essenziale attrarre e mantenere i giocatori amatoriali - i recreational. Nei miei due interventi precedenti, abbiamo visto come alcune poker room abbiano distorto questo concetto fino a prendere misure ostili ai giocatori professionisti. La conclusione a cui eravamo arrivati è che una room ha bisogno di attrarre giocatori amatoriali, senza discriminare quelli di successo.

Oggi mi concentrerò sul come attrarre giocatori recreational.

Un ecosistema basato su gamblers

gambler
Le poker rooms sono ossessionate dalla
ricerca di nuovi gamblers
All'inizio, più o meno nel 2004, gestire una poker room sembrava una cosa abbastanza facile: bastava un software stabile (cosa che mancava comunque a quasi tutte le compagnie). Si diceva che il costo per acquisire un nuovo player si aggirasse attorno ai $10, mentre i valori lifetime ammontavano a qualche migliaio di dollari. 

Allora, la composizione tipica dei tavoli era in genere un mix di giocatori d'azzardo scarsi e di un insieme di giocatori più bravi che facevano molto profitto grazie al bassissimo livello generale.

Eppure, anche allora le percentuali di abbandono dei recreational era molto alta. In quegli anni, però, il mercato era in fase di maturazione e c'erano sempre abbastanza nuovi giocatori a prendere il posto di quelli che lasciavano.

Oggi è diverso: intanto, c'è un mercato chiave, quello USA, nel quale il gioco online è bloccato. In altri paesi sono già state emanate leggi o lo saranno presto. Si può dire che il boom del poker sia perlopiù finito e i ricavi dal poker sono globalmente in declino. E i giocatori "gambler", d'azzardo e scarsi, sono sempre più difficili da trovare e da mantenere.

E il panorama generale? Da un lato dell'equazione, abbiamo un rake mondiale mensile di circa $300m. Le tipiche proporzioni "cash-out a rake" nell'industria pare siano di due a uno e, quindi, possiamo pensare a un $600 milioni di prelievi mensili. Di conseguenza, per mantenere l'ecosistema del poker al livello corrente, è necessario all'industria produrre depositi mensili di almeno $900 milioni.

Da dove arrivano i soldi?

Prima di tutto, parte dei depositi sono in realtà "pseudo-depositi" fatti da giocatori vincenti, cioè depositi che non saranno disponibili all'ecosistema, dato che saranno nuovamente prelevati dallo stesso giocatore. Diciamo che questi depositi corrispondano a 1/3 di tutti i depositi: restano i $600 milioni al mese provenienti dai perdenti.

Supponiamo con un certo ottimismo che il recreational medio depositi $600 in tutta la vita prima di lasciar stare il poker. In questo caso, servirebbero 1 milione di nuovi giocatori perdenti al mese per mantenere il livello attuale.

Per come viene presentato e venduto il poker oggi - tenendo come target i giocatori "gambler"- mantenere questo livello è francamente impossibile. Un esempio è la Germania che, con gli USA fuori gioco, è al momento il più grande mercato mondiale del poker online - con circa il 10% del totale. Il gruppo target di riferimento - maschi tra 18 e 40 anni- comprende 13 milioni di persone.

Sappiamo tutti che il poker non è per tutti. Per come è pensato il marketing del poker al momento, direi che non più del 10% della target audience ha delle chance di diventare un giocatore di poker online - e penso di essere anche troppo ottimista. Diciamo quindi che potenzialmente ci sono in Germania 1.3 milioni di giocatori di poker online, da confrontare alla stima di 300.000 players attivi al momento.

Con circa il 10% del mercato globale, la Germania potrebbe sostenere il livello attuale di liquidità per massimo un mese. Anche nel caso che il resto del mondo fosse tanto "deposit friendly" quanto la Germania, ci resterebbero solo un dieci mesi di giocatori amatoriali disponibili.

Chiaro, non arriveranno 10 mesi di stabilità per poi scendere improvvisamente a zero - il sistema è capace di adattarsi ai cambiamenti. Però vedremo una decrescita costante dei livelli di rake e della liquidità, dal momento che l'ecosistema del poker, così com'è adesso, non è in grado di sostentarsi da solo.

È ironico come certe poker room, credendo di poter risolvere la questione, diano ora ancora più importanza ai gamblers, perché così facendo accelerano invece il processo che vogliono contrastare. Se non cambia niente, non sarò sorpreso di vedere la liquidità dimezzata entro 18 mesi.


Korn crede che il poker debba diventare più accessibile.

Soluzioni

Partendo da questa situazione, ci sono diverse prospettive dalle quali guardare per trovare delle soluzioni:

1) Aumentare la proporzione depositi per conversione in rake, ottenendo così maggiore liquidità dalla stessa quantità di depositi.
2) Aumentare i depositi "lifetime" [durante la vita, a lungo termine] dei giocatori recreational.
3) Rendere il poker più accessibile a un target più ampio: creare un nuovo tipo di recreational.

Si possono scrivere tante cose sul punto #1, dato che si tratta di un argomento molto interessante e poco compreso. Quel che alcune room stanno facendo in realtà, è accelerare il proprio declino cercando ancora più gamblers sempre più rapidamente, mentre contemporaneamente perdono in termini di depositi per conversione in rake a causa delle policy sfavorevoli a categorie più vicine ai grinders.

Il punto #2 è poco realistico. I depositi lifetime al momento hanno, per i recreational, medie molto alte, sopratutto perché il marketing si concentra sui gamblers - un gruppo di riferimento molto ridotto.

Guarderemo ora al punto 3, che è pieno di spunti interessanti.

Un nuovo tipo di recreational

video games
We can learn a lot from
the computer games industry
Ma come fa l'industria dei giochi per computer a continuare a crescere e crescere? Dopotutto, i videogiochi costano abbastanza - hardware, software, abbonamenti e tutto il resto. In più, prendono molto tempo e possono diventare una dipendenza - non sono così diversi dal poker.

Ci sono due risposte:

Per prima cosa, i videogiochi hanno tassi di abbandono più ridotti. I consumatori cambieranno gioco, ma raramente smetteranno di giocare. Fate una piccola indagine tra gli amici: chi cinque anni fa spendeva soldi per i videogames, lo fa ancora? La maggior parte delle volte la risposta sarà sì.

Qui il paragone è con i giocatori che sostengono l'ecosistema del poker, gli amatoriali-gamblers di cui sopra, che invece spendono molto in un breve lasso di tempo per poi non tornare mai più ai tavoli.

La seconda ragione è più importante: il gruppo target dell'industria dei videogiochi continua a crescere. 20 anni fa, i videogiochi interessavano una minima parte della popolazione. L'hardware costava tanto e i giochi erano molto cari e poco accessibili. La percezione sociale dei videogiochi non potrebbe essere stata più negativa.

Se guardiamo ad oggi, con i "socail games" che ci sono in giro, ce n'è veramente per tutti i gusti: i giochi sono più accessibili che in passato (chiunque può giocare a Farmville), più ricreativi (si può benissimo giocare anche solo per 10 minuti al giorno) e, in media, costano molto di meno (non serve hardware, sul cellulare si gioca praticametne gratis).

Il risultato è che, annualmente, l'industria dei videogiochi guadagna molto meno che in passato, ma la sua target audience è cresciuta a dismisura. Si tratta di uno sviluppo che è stato perseguito attivamente dall'industria. Quasi tutte le aziende che non lo hanno fatto non sono più sul mercato.

Dipendente dai gamblers

Il passo corrispondente nel mondo del poker sarebbe, oggi, di abbandonare progressivamente la propria dipendenza dai gamblers, perché questi finiranno.

Se guardate i siti di quasi tutte le poker room sul mercato, noterete come è per quel tipo di giocatori che sono pensati: panni verdi, simboletti di buon auspicio, grandi bonus di deposito e la possibilità di diventare il prossimo campione WSOP. Si incoraggia a tirare fuori la carta di credito e a fare un bel deposito. Sono pochissime le room che si impegnano prima di tutto a coinvolgere e istruire i propri clienti.
zynga
Zynga guadagna ma non offre
tavoli con denaro reale


Sono certo che per potersi reggere in piedi, l'industria del poker debba vincere la propria ossessione per i gamblers.

L'obiettivo dovrebbe essere di rendere il poker molto più accessibile, accettabile e divertente per una fetta della popolazione molto più ampia di ora. Il poker deve diventare un hobby a lungo termine per il quale sia normalissimo spendere un $20 al mese.

Se pensate che non si possa fare, riceredetevi: guardate Zynga, fanno soldi con partite di poker dove i giocatori spendono denaro reale ma non possono neanche vincere niente!

Come si potrebbe fare? Mi vengono in mente dei passi principali:

1) Cambiare i siti di poker in modo da renderli più attraenti per chi potrebbe fare del poker il proprio hobby piuttosto che per i gamblers. Utilizzare metodi di conversione più morbidi, inziando a lasciare più in disparte l'approccio "diventa ricco in fretta". In questo caso, l'industria del poker può imparare dal modello dei videogiochi "free to play".

2) Istruire la base dei propri giocatori: così i players si divertono di più, saranno più responsabili e non si sentiranno frustrati. È più facile che qualcuno cui è stato spiegato bene il gioco resti più a lungo, rispetto a chi non ha ricevuto alcuna formazione.

3) Rendere le lobby e i software più semplici da capire e utilizzare, oppure eliminare totalmente i client e affidarsi a soluzioni basate su web o applicazioni.

4) Rendere il poker più divertente per i giocatori - non sperare solo nel fattore soldi per far divertire (guardate come fa Zinga!).

5) Diminuire drasticamente la rake a livelli micro e bassi.

6) Organizzarsi per clienti a vita, come opposto allo sfruttare il valore dei clienti a breve termine.

7) Da notare come nessuno di queste soluzioni includa la discriminazione dei giocatori professionisti. Sono una componente necessaria dell'ecosistema del poker, in quanto assicurano che la liquidità generata per dollaro depositato rimanga alta.

Basandoci sulle stime fatte all'inizio, si tratta di cambiamenti da mettere in moto rapidamente. Al momento, l'industria del poker è di molto indietro rispetto ad altre forme di intrattenimento online, come i videogiochi- e ha molto da recuperare, a meno di non volersi far superare da Zynga, che già mostra una ottima applicazione dei punti indicati qui sopra.

di Dominik Korn Kofert
adatt: cagnoozo

Per altre riflessioni sull'industria del poker, dà un'occhiata al Confidential Blog.